Nei primi tre mesi del 2017, 25mila migranti sono arrivati in Italia seguendo le impervie rotte del Mediterraneo, mentre l’elevato numero di morti e dispersi da aggiungere alla conta indignava qualche animo, senza impedire al nostro primo ministro Gentiloni e quello del governo di unità nazionale libico (Gna) Fayez al Sarraj, di firmare un memorandum d’intesa tra Tripoli e Roma con il beneplacito dell’Unione Europea, allo scopo di fermare il flusso di migranti in arrivo sulle coste italiane e in Europa, per confinarli in centri di detenzione da costruire in Libia, in attesa di rimpatriarli nei loro paesi.
In attesa di conoscere l’esito della sospensione del memorandum, definito ‘illegittimo e incostituzionale’ dal tribunale di Tripoli, ignobile da chiunque abbia una coscienza, l’accordo che non onora certo gli impegni precedenti assunti dall’Italia nei confronti della Libia, come il trattato di amicizia e cooperazione firmato a Bengasi nel 2008, cede il passo alla “diplomazia del deserto” con l’accordo di pace appena siglato al Viminale dai rappresentanti dalle oltre sessanta tribù libiche da anni in guerra tra loro, nella terra percorsa da antiche tensioni razziali e una primitiva lotta per la sopravvivenza.
Narciso Contreras – Libya: A Human Marketplace pubblicato su Clickblog.it 06 aprile 2017 10:00.
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