Con una simbologia vasta e tenebrosa quanto il piumaggio, un fascino che sfiora il sublime e un linguaggio complesso, dall’estensione vocale tale da gracchiare in molti modi diversi per altrettanti significati, che li si consideri degli scaltri predatori, divinità o dei cattivi presagi, in realtà i corvi non cantano.
Men che che mai nell’Albania afflitta da corruzione, riforma delle proprietà terriere e disoccupazione, costretta a fare i conti con i meccanismi perversi e inarrestabili del capitalismo.
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