Prima della generazione adolescente e irruenta inquadrata da Larry Clark, della ballata della vita e della fotografia ‘autentica e anticonvenzionale’ di Nan Goldin, o della sottocultura giovanile esplorata dalle sperimentazioni di Wolfgang Tillmans, l’obiettivo, errante, grintoso e anticonformista dell’olandese Ed van der Elsken, scattando foto ad un gruppo di giovani bohémien della Parigi del dopoguerra, inquadra il moto di ribellione che si preparava a cambiare il mondo, con un racconto di finzione pronto a cambiare quello della fotografia.
Gli scatti in bianco e nero dei giovani bohémien di vari paesi che passano le loro giornate tra bar, caffetterie e locali della riva sinistra della Senna, tra Odéon e Saint-Germain-des-Prés, vengono notati da Edward Steichen, Direttore del Dipartimento di Fotografia del Museum of Modern Art di New York, a Parigi per condurre una ricerca per l’ormai celebre “The Family of Man” (1955).
Ed van der Elsken: Camera in Love pubblicato su Clickblog.it 14 febbraio 2017 09:25.
Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.