Con l’estetica iperrealistica e dissacrante che ha inquadrato gli eccessi dello star system, messo in scena le ossessioni del contemporaneo e ironizzato sulle contraddizioni del postmoderno, David Lachapelle è pronto a presentare il suo New World e le opere fotografie inedite che sfiorano la leggerezza dell’essere, la dimensione della gioia e i confini del paradiso perduto.
Un ritorno ad un’ideale “prima cena”, banchettando con la dimensione iconografica del suo linguaggio in equilibrio tra sacro e sacrilego, maturata lavorando per anni con moda e pubblicità, per ‘vivere’ della sua grande passione per la fotografia, sin dal primo incarico per ‘Interview magazine‘, offerto da un lungimirante Andy Wahrol ad un Lachapelle diciottenne, destinato ad affermarsi come un outsider del mondo dell’arte, per il personale contributo eversivo offerto ai meccanismi di fashion system e merchandising, nel lungo viaggio in vizi e vanitas che non risparmia i ritratti di celebrità, prodotti in serie da un sistema che brama icone, raccolte più tardi nelle pagine di “Hotel La Chappelle” (1999).
David Lachapelle: Lost & Found pubblicato su Clickblog.it 13 marzo 2017 14:05.
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